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Cosa fa il consulente di Business Intelligence per le aziende?

Capire cosa fa un consulente di Business Intelligence ti aiuterà a comprenderne il valore

Che cosa si intende per Business Intelligence?

Prima di capire cosa fa un consulente di Business Intelligence, è necessario prima capire cos’è la Business Intelligence.

La Business Intelligence è un processo utilizzato per raccogliere, analizzare e visualizzare i dati, tramite l’aiuto della tecnologia, per monitorare i processi interni ed esterni dell’azienda e prevedere possibili risultati e conseguenze.

Ad occuparsi della Business Intelligence è il consulente che, a supporto della crescita aziendale, opera di solito a stretto contatto con i diversi reparti.

Il consulente BI è una figura essenziale per la pianificazione, le decisioni strategiche e analitiche di un’azienda.

Il ruolo del consulente di Business Intelligence è quello di pianificare nuove linee di business, aiuta a ridurre le spese e migliorare la crescita aziendale.

Un Consulente di Business Intelligence è chiamato a migliorare le operazioni interne di un’azienda attraverso attività relative all’analisi dei dati, alla pianificazione, all’immagazzinamento, al fine di portare l’azienda a ottenere un vantaggio competitivo.

Cosa fa un consulente BI?

Le risposte alla domanda: “cosa fa il consulente di Business Intelligence”, sono molteplici.

Il consulente BI utilizza la tecnologia disponibile per assistere l’azienda nella fase di raccolta, estrazione, ottimizzazione dei dati da varie fonti che potrebbero essere rilevanti ai fini del processo decisionale.

Il consulente BI ha il compito di migliorare i processi aziendali basati su questi dati prevedendo eventi e sviluppi futuri.
È possibile pianificare nuove linee di business, ridurre le spese e migliorare la crescita aziendale con l’aiuto della consulenza BI.

I consulenti di Business Intelligence sono un prezioso supporto per la strategia aziendale consapevole in quanto estraggono i dati, creano approfondimenti significativi sulle operazioni aziendali, convalidano e sintetizzano le informazioni per produrre presentazioni visive di grande impatto che aiutano a prendere le decisioni aziendali con maggior cognizione.

Altri compiti svolti da questi professionisti includono l‘implementazione di metodologie di analisi dei dati, lo sviluppo di procedure e politiche di analisi, raccolta dei dati e la creazione o l’identificazione di nuovi programmi di elaborazione e raccolta dei dati. Inoltre, i consulenti di BI sviluppano modelli per l’analisi dei comportamenti chiave del settore.

Quali competenze deve avere un consulente BI?

Per essere un buon consulente BI è necessario avere pensiero logico e matematico, desiderio di imparare nuove tecniche ogni giorno ed essere costantemente aggiornato sulla tecnologia.

Un consulente BI deve guardare a tutte le cose da una prospettiva di business, prima di tutto; in altre parole, deve comprendere i dati disponibili per selezionare le informazioni più rilevanti e utilizzarle a vantaggio dell’azienda.

A livello tecnico, competenze come SQL, gestione di database, esperienza con strumenti BI; big data e competenze di data mining sono auspicabili. Infine, le competenze di programmazione possono aiutare nell’estrazione di regole dai dati.

Cosa fa un consulente BI quotidianamente?

Un consulente di Business Intelligence ha vari compiti interessanti che vengono eseguiti quotidianamente:

• Revisione e validazione dei dati raccolti
• Monitoraggio dell’archiviazione dei dati
• Documentare i processi di lavoro
• Sviluppo di politiche e procedure per la raccolta e l’analisi dei dati
• Creazione o identificazione di nuovi programmi di raccolta ed elaborazione dati (ETL)
• Collaborare con il team IT per sviluppare software per sfruttare i database
• Creazione di modelli che analizzino il comportamento dei settori critici
• Monitoraggio dei risultati dell’analisi e delle metriche
• Implementazione di nuove metodologie di analisi dei dati
• Reportistica con analisi dei dati

Per poter svolgere tutte queste attività in modo rapido ed efficiente, i consulenti BI si affidano a strumenti tecnologici avanzati. Inoltre, spesso lavorano fianco a fianco con i clienti.

Software di Business Intelligence popolari

Esistono numerosi strumenti che un consulente BI può utilizzare. Innanzitutto, è importante trovare uno strumento che faciliti la ricerca dei set di dati.
Fondamentali sono anche i software che effettuano analisi di carattere economico sulla marginalità delle commesse e sull’andamento delle attività aziendali.

EasyPlan Analytics

software business intelligence

Easyplan Analytics è il software di Business Intelligence di Eurisko indispensabile per la classificazione dei dati, il controllo delle commesse, il controllo sul costo delle ore.

Tra le funzioni principali di Easyplan Analytics:

  • Controllare le commesse
  • Classificare i dati
  • Gestire la contabilità

Omniscope

software data visualization

Omniscope è il software perfetto per l’attività di Business Intelligence per la Data Visualization.

Tra le funzioni principali di Omiscope:

  • Data Storytelling
  • Estrazione big Data
  • Elaborazione big Data

Perché è importante avere una strategia di Business Intelligence?

Una strategia di Business Intelligence aiuterà l’azienda a raccogliere informazioni utili.
Serve una strategia perché la semplice scelta della tecnologia giusta e l’implementazione di una piattaforma software non è sufficiente per realizzare un ritorno sull’investimento.

Per creare una strategia di Business Intelligence, è necessario determinare 3 cose:

  • Come implementerete la piattaforma software
  • Come gestire i dati per l’analisi
  • Come consentire agli amministratori di prendere decisioni informate basate sui dati

Perché è così importante il supporto di un consulente di Business Intelligence?

In pratica, si ha una strategia di Business Intelligence efficace quando si ottiene una visione completa dei dati dell’azienda e la usa per guidare il cambiamento, eliminare le inefficienze e adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato o dell’offerta.

Per elaborare una strategia, è necessario ingaggiare un consulente di Business Intelligence che ti guiderà in un percorso di crescita aziendale basata sui dati.

Hai bisogno di una consulenza di Business Intelligence? 

Da anni lavoriamo al fianco delle aziende per migliorarne i processi e i risultati.

Trasformazione digitale delle imprese e digitalizzazione: qual è la differenza?

Se ci fosse un premio per la frase più fraintesa dell’anno, non avremmo dubbi: “trasformazione digitale delle imprese” vincerebbe a mani basse. Già, perché capita spesso di utilizzare l’espressione “trasformazione digitale” per parlare di digitalizzazione (che, per sottolineare la tendenza delle imprese nell’adottare nuovi strumenti per la gestione dei processi, sarebbe più corretto) e viceversa.

In realtà, si tratta di termini diversi che non dovremmo utilizzare come se fossero sinonimi.

La trasformazione digitale delle imprese

La trasformazione digitale delle imprese porta con sé una dimensione economica, psicologica, sociale e agisce a livello di senso. Significa che l’adozione di tecnologie digitali produce profondi effetti sulle dinamiche di comunicazione, su quelle relazionali, sui comportamenti individuali.

La trasformazione digitale ha il potere di cambiare le cose.

Facciamo un esempio calzante per il settore in cui operiamo da anni: quello della Security.

Fino a qualche anno fa gli istituti di vigilanza (come qualunque altra azienda, in realtà) non avevano a disposizione gli strumenti che hanno oggi. Immaginiamo il signor Mario che la mattina entra nel suo ufficio, quello del personale, e inizia ad organizzare i servizi di pattugliamento. Il signor Mario è alle prese con telefonate (alle quali non sempre riceve risposte), comunicazioni radio, fogli svolazzanti e precari che campeggiano sulla sua scrivania disordinata e sui quali segna a penna i turni con il timore di seppellire (e non ritrovare) le informazioni importanti sotto pile di quaderni.

Oggi il signor Mario – grazie alla digitalizzazione, che gli ha permesso di affrontare meglio la trasformazione digitale che il suo settore sta vivendo – gestisce meglio le procedure, che sono automatizzate, e utilizza strumenti che gli consentono di rendere più semplice il lavoro del team (potere del software ERP che adotta!) Lo stesso vale per le risorse che il signor Mario dirige, poiché attraverso un’App dedicata possono avanzare richieste e aprire ticket con un clic.

La trasformazione digitale delle imprese cambia, in sostanza, i parametri di interpretazione della realtà ed è importante capirne il senso per far evolvere la propria azienda. Per cui, se la trasformazione digitale delle imprese ha a che fare con la dimensione del “COSA”, la digitalizzazione ha a che fare con la dimensione del “COME” (per citare Stefano Epifani).

La digitalizzazione delle imprese

La trasformazione digitale è una condizione, la digitalizzazione è una scelta. Digitalizzare significa tradurre in un linguaggio digitale i processi per poterli gestire in maniera automatica e più efficace.

Per ritornare alla dimensione del “COME”, la digitalizzazione è il modo in cui le persone all’interno di un’azienda agiscono nella gestione delle attività. In poche parole, la digitalizzazione ci invita a “rimodellare” quello che siamo, ad abbandonare la zona di comfort e a “rivisitare” le modalità con cui gestiamo i processi.

È difficile? Certo che sì; tuttavia, l’innovazione non chiede permesso ed è normale che i cambiamenti all’interno di un’azienda debbano essere graduali, perché – si sa – il comportamento delle persone è conservativo. Per questo, quello che occorre è avere al proprio fianco una guida: la figura del consulente, in questo caso, è dannatamente strategica e necessaria.

Il consulente non ha la bacchetta magica, ma ti fornisce il metodo, gli strumenti e la visione per affrontare meglio il mondo che sta cambiando.

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L’importanza della consulenza aziendale: 3 modi per far crescere la tua azienda!

Consulenza aziendale

Non è forse vero che abbiamo a che fare con la consulenza ogni giorno? Pensaci, succede quando chiediamo consiglio al parrucchiere, all’estetista, al commercialista, al medico. Definiamo la consulenza la trasmissione della conoscenza da parte di un professionista nel suo settore di competenza, con l’obiettivo di migliorare e formare le persone.

consulenza aziendale

Consulenza aziendale: quanti tipi di consulenza esistono?

La consulenza è talmente variegata che dare una definizione unica è quasi impossibile. Quello che è certo è che la consulenza è applicabile ad ogni contesto e rappresenta un valore per l’azienda e per i clienti. A questo punto, facciamo un po’ di chiarezza; la consulenza, infatti, può essere:

  • Applicativa
  • Strategica
  • Analitica
  • Finanziaria
  • Informatica
  • Psicologica

La consulenza aziendale è la chiave per la conoscenza!

Fare consulenza per i consulenti Eurisko, azienda partner che aderisce al nostro stesso network, significa avere un impatto sulle persone; significa condividere i valori degli imprenditori che si rivolgono a noi, fornendo loro gli strumenti giusti per essere competitivi. I nostri consulenti sono formatori capaci di far crescere i team dei clienti, capaci di arricchire i processi aziendali attraverso un linguaggio comune, diventato ormai necessario, che è la “digitalizzazione”.

 

Consulenza aziendale: 3 modi per crescere

Prendi appunti! Per ottenere benefici dal servizio di consulenza:

  1. Sii propositivo e orientato all’innovazione. Questo atteggiamento è valido tanto per i consulenti, quanto per chi decide di affidarsi al consulente. Non si tratta di una strada a senso unico!
  2. Diventa una una spugna; assorbi cioè tutte le informazioni utili per migliorare e superare gli ostacoli.
  3. Non smettere mai di formarti. E poi metti in pratica. La formazione senza l’azione ha poca utilità.

La Consulenza aziendale di Eurisko

Arrivati a questo punto, concedici di raccontarti brevemente cosa fanno i consulenti Eurisko, oltre a tutto quello che abbiamo elencato poco fa. La parola d’ordine è “personalizzazione”. Ebbene sì, ciascun consulente (e considera che stiamo parlando di oltre 40 persone, di cui alcuni veri e propri Innovation Manager) è abbinato a un progetto specifico. Merito di tutte quelle competenze trasversali maturate nei seguenti ambiti:

  • Amministrativi
  • Commerciali
  • Gestionali
  • Normativi
  • Operativi
  • Business Intelligence
  • Business Integration
  • Sicurezza informatica

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Il manifesto dei valori di Eurisko!

I valori di Eurisko

Ultimamente abbiamo vissuto una crisi emotiva importante e si sa, le crisi emotive alle volte hanno un peso specifico maggiore rispetto a quelle finanziarie.

Vuoi per il lockdown, vuoi per la dipartita di alcune persone che hanno deciso di lasciarsi alle spalle la porticina verde della nostra masseria – uno fra tutti, Sante Allegrini che oggi abbiamo salutato e ringraziato per il bagaglio di conoscenze che ci ha trasferito – ne siamo usciti spiritualmente provati.

Tuttavia, sono proprio i momenti di difficoltà a generare opportunità (per citare di nuovo Silvia Rinaldi) e dopo aver raccolto le incomprensioni e constatato carenza di energia, è nata l’esigenza – condivisa da Gianfranco Zizzo (CEO di Sabanet) e Valeria Marci (socia e responsabile area Consulenza) – di stilare un vero e proprio manifesto dei valori per Eurisko: la società di consulenza e Business Intelligence che aderisce al Network.

Quello che ci lasciamo alle spalle è un mese intenso di interviste ai ragazzi del team; vere e proprie chiacchierate a cuore aperto, che sono state documentate con cura e senza censurare alcunché.

“Abbiamo cercato di capire quali fossero i problemi veri o presunti e quale fosse lo stato di salute dell’azienda. Non siamo in crisi economica e finanziaria – afferma Gianfranco – alle volte, però, ci sono crisi più dannose. Ognuno ha espresso le sue opinioni, che ho trascritto in maniera puntuale.

Il manifesto di Eurisko

Quello che leggerete è un manifesto valoriale, una prima bozza che certamente arricchiremo con il tempo. Spero di entrare nei vostri cuori perché io ce l’ho messo, il cuore, e ho fatto un esercizio incredibile. Tutte le parole contenute nel manifesto mi hanno toccato e ci ho davvero tenuto a questo passaggio perché voglio essere il primo a generare il giusto entusiasmo. E mi auguro che ognuno di voi possa riconoscersi nelle parole che ho evidenziato e che sono vostre.

Quanto alla vision – prosegue Gianfranco – siamo una società di consulenza a forte trazione tecnologica orientata alla ricerca. Nella mia idea di consulenza c’è sempre stata la voglia di costruire con il cliente un rapporto di fiducia e fornirgli una soluzione che lui potesse avvertire come valore. Tengo a sottolineare che Eurisko può oggi fregiarsi di avere una forte identità e non è più un appendice di Sabanet”.

Sono 3 le aree che Gianfranco sottolinea: Ricerca operativa – Machine learning – Business Intelligence. Significa che stiamo andando avanti e stiamo tracciando le basi di una vera e propria rinascita.

Occorre, in questo senso, il supporto di tutti, e i sentimenti che mettiamo sul tavolo devono essere chiari ed evidenti.”

“Certo – aggiunge Valeria Marci – non è stato semplice leggere le risposte al questionario sulla valutazione del sentiment aziendale, però sia io che Gianfranco abbiamo deciso di reagire, lui con il manifesto ed io con una comprensione più razionale dei risultati per trovare delle soluzioni. Quello che ho fatto è stato analizzare con attenzione quanto è accaduto mettendo da parte la rabbia e chiedendo persino ad uno psicologo professionista un supporto per capire gli interventi da mettere in campo”.

Di seguito il manifesto di Eurisko:

valori di Eurisko

 

[1] Stefania Ressa

[2] Olgert Rrasa

[3] Riccardo Amendola

[4] Piero Rusciano

[5] Gianfranco Zizzo, Armando Reale

[6] Giovanni Basile

[7] Marcello Mancarella, Angelo Pascadopoli

[8] Marco Sonni

[9] Nicola Fiorentini

[10] Stefania Galati

[11] Silvia Rinaldi

[12] Angela Nuzzo

[13] Luciano Giungato

[14] Francesco Fornaro

[15] Barbara Piergianni

[16] Goffredo Spada

[17] Gianluca Marotta

[18] Debora Di Bari

[19] Alessia Massaro

[20] Valeria Marci

Qualunque persona, all’interno del nostro network – che Gianfranco ha definito comunità, non a caso – è di per sé un valore. Con le sue fragilità, la sua energia, la sua forza, le sue insicurezze. Semplicemente con la sua verità, che è l’unica cosa che conta se si condivide l’ambizione di avere un impatto.

Qualunque persona, oggi, può dire di far parte di un grande progetto, che è destinato a crescere.

La giornata della consulenza di Eurisko: idee, emozioni e nuovi progetti!

La giornata della consulenza di Eurisko

Riunirsi con il team e scambiarsi idee ed emozioni è quanto di più importante ci sia nel percorso di un’azienda; serve per capire dove si sta andando, serve per tenere traccia della crescita del gruppo soprattutto quando è numeroso.

Oggi, venerdì 16 ottobre, abbiamo salutato il weekend con una riunione che ha coinvolto i consulenti di Eurisko, l’azienda del Network che si occupa di Consulenza direzionale, applicativa e Business Intelligence.

L’abbiamo fatto online, collegandoci un po’ da casa e un po’ dall’ufficio (e con le sedi di Roma e Milano) e le distanze (in questo caso obbligate) non ci hanno impedito di scambiarci pezzi di vita, pezzi di noi e dei nostri sogni.

E a proposito di sogni, quello certamente più grande è essere in grado di affrontare il profondo cambiamento che stiamo vivendo con la consapevolezza che gettare il cuore oltre l’ostacolo, formarci e abbandonare la nostra comfort zone è l’unica via per raggiungere risultati importanti.

La grande sfida è restare coesi pur restando isolati, avere fame di un futuro che, specie nel settore ICT, si prospetta più roseo che mai. La grande sfida è anche considerare i limiti – per citare Silvia Rinaldi – come nuove opportunità. E in questo senso, il ruolo del consulente diventa strategico, perché è la prima persona (dopo il commerciale) con cui il cliente ha a che fare; è colui o colei che diventano il punto di riferimento, panacea di tutti i “bug”.

 

giornata della consulenza

Lo scopo della giornata della consulenza

La giornata Eurisko, è servita a riavvolgere il nastro per allineare tutti sui progetti in essere, per “ricomporci”, per metterci in ascolto e accogliere le nuove risorse che stanno popolando Eurisko: Alessandro e Riccardo, ribattezzato “Riccardino”.

Lo start è stato scandito dai temi che ruotano attorno alla Business Intelligence e Analytics, affrontati da Sante Allegrini e Debora Di Bari; e la partnership con Zucchetti comunicata da Goffredo Spada.

Gianluca Marotta ha presentato i progetti di integrazione tra software: dalla fatturazione alla gestione della tesoreria, corredandoli di apprezzatissimi meme.

Dello sviluppo e gestione dei progetti middleware se ne è occupato Marcello Mancarella.

Piero Rusciano, invece, ha coinvolto il gruppo nella gestione delle fusioni aziendali.

Stefania Galati ha spiegato le vele del passato di Eurisko per traghettarci, subito dopo, verso il futuro con EasyPlan Smart: evoluzione nonché modalità di esecuzione da Tablet del progetto Easy Plan. 

Sulla barca dei ricordi ci è salita pure Silvia Rinaldi, che ha ripercorso il viaggio verso la nascita delle centrali operative.

E a proposito di centrali operative, Marco Sonni ha introdotto quello che sarà il progetto principale del prossimo anno e di Fiera Sicurezza 2021: ARS (che approfondiremo più avanti).

L’ambizione del nostro network e di Eurisko di approdare sul mercato della Sanità ci ha spinto, quest’anno, ad investire in Ep Care: il software per l’informatizzazione delle strutture sanitarie di cui Alessia Massaro è Project Manager.

L’esempio del cammello di Luciano Giungato, che ha raccontato del Project management applicato al caso Mondialpol, non è passato di certo inosservato.

Infine, Nicola Fiorentini ha chiosato con il discorso sul Knowledge Management.

Arrivati a questo punto vi chiederete cosa sia accaduto dopo 5h di riunione online. Ammettiamo che l’epilogo migliore l’abbiamo trovato nel fondo di una bottiglia di birra ghiacciata.

Cheers e alla nostra!

Perché i Big Data rappresentano il nuovo petrolio?

Big Data: l’attività svolta da Eurisko srls

Quelli che stiamo vivendo sono giorni di intensa attività, tra il ritorno in masseria, l’organizzazione dei turni e le trasferte che stanno ripartendo.

In questo tam tam, assolutamente necessario quando si ripensa al proprio business e quando si affronta un periodo di cambiamenti profondi, il nostro network si è definito ulteriormente. Tanto che il nostro motto da “Work For Solution” è diventato “Network For Solution”.

Già, perché abbiamo sempre detto che a vincere è la squadra, il network per l’appunto, specie quando riesci a mettere insieme (come abbiamo fatto noi) una serie di competenze altamente strategiche e trasversali.

Pertanto, è arrivato il momento di iniziare a presentarti il nostro network e lo facciamo con Eurisko, azienda con la quale condividiamo il nostro business e i nostri obiettivi.

 

Big Data Eurisko

Eurisko – Consulenza direzionale e Business Intelligence

Eurisko si occupa di Consulenza direzionale e Business Intelligence ed è il punto di riferimento di quelle aziende che vogliono cambiare o rendere più efficace il loro lavoro e migliorare il loro mindset.

Al suo interno Eurisko conta un reparto specifico di Business Integration che si differenzia dal System Integration in quanto la sua attività è quella di integrare esclusivamente i big data con l’obiettivo di completare le informazioni. Lavora come soggetto certificato per erogare servizi sulla suite di Easy Plan (che è il prodotto di punta di Sabanet) e sugli altri prodotti distribuiti da Sabanet.

Dal 2019 si occupa anche di consulenza e supporto alla partecipazione di gare pubbliche. Le sue linee di business sono quindi:

● Consulenza applicativa sulla suite di Easy Plan
● Consulenza direzionale
● Consulenza e supporto alle gare della pubblica amministrazione
● Easy Plan Analytics
● Zucchetti

Oramai si sente spesso dire che i Big Data rappresentano il nuovo petrolio.

Questa affermazione è vera in parte. Lascia che ti spieghiamo meglio.
Non basta possedere una grande quantità di dati se non vengono analizzati correttamente.

I consulenti Eurisko fanno esattamente questo: avviano il processo di raccolta, di validazione e di analisi. I risultati del processo diventano maledettamente fondamentali per l’assunzione di decisioni strategiche da parte delle aziende che si affidano a noi.

Quale strumento utilizza Eurisko?

Eurisko è titolare del software Analytics: la piattaforma che effettua analisi di carattere economico sulla marginalità delle commesse e sull’andamento delle attività aziendali. Oltre ad essere la chiave per interpretare le esigenze del mercato.

EasyPlan Analytics consente la lettura chiara, l’analisi e l’interpretazione di elementi per loro natura disomogenei e non compatibili, attraverso un insieme organizzato di fasi, procedure ed elaborazione di dati derivanti da gestioni differenti.

Quali sono i vantaggi di Analytics e della Business Intelligence?

In sostanza, parliamo di Business Intelligence: un processo che, se introdotto in azienda, consente di sviluppare il proprio business assumendo decisioni orientate dai dati. Quali sono i benefici?

  • Economicità del processo

Una volta adottati gli strumenti tecnici e individuati gli obiettivi dell’analisi, il processo di reporting e di analisi è effettuato in automatico e permette di monitorare in tempo reale l’efficacia delle decisioni strategiche assunte dal management.

  • Omogeneità delle informazioni

In ogni settore dell’azienda i manager possono condividere dati univoci sull’andamento del mercato, dell’azienda e sulle eventuali criticità da affrontare.

  • Velocità ed efficacia delle decisioni

Il lavoro di selezione dei dati e i risultati forniti da EasyPlan Analytics consentono di assumere decisioni veloci e fondate su elementi certi.

  • Migliore gestione dei dati aziendali

Un sistema di BI consente di rendere migliore, e dunque più sicura la gestione dei dati, nel rispetto del GDPR, il nuovo Regolamento europeo sulla raccolta e gestione dei dati nell’ottica del rispetto della privacy.

Rimaniamo in contatto

Se ti abbiamo incuriosito o se vuoi saperne di più sui Big Data e su Analytics, contattaci!

Sei un’azienda pugliese? Sfrutta il bando per lo Smart Working. Ti aiutiamo noi!

Bando per lo Smart Working

Abbiamo parlato in questi giorni delle opportunità dello Smart Working, attuali e future. Oggi, c’è per le imprese la possibilità di accedere a bandi con progetti idonei. Pertanto, se sei un’azienda pugliese troverai interessante il fatto che la Regione abbia stanziato un bando per finanziare lo Smart Working.

Il progetto deve, però, essere idoneo? Cosa significa? Significa che, per evitare di sprecare questa occasione e aderire al bando, hai bisogno di affidarti a qualcuno che ti guidi nella stesura del documento. Andiamo con ordine.

Dicevamo quindi che la regione Puglia ha emanato un bando volto a favorire l’adozione, da parte delle imprese, di modelli di organizzazione del lavoro improntati alla destandardizzazione degli orari, ad esempio attraverso strumenti come la flessibilità in entrata e in uscita, gli orari a menù, la banca delle ore, ecc., e/o delle modalità di lavoro, ad es.  telelavoro, Smart Working. 

Bando per lo Smart Working: Cosa finanza?

L’avviso finanzia la redazione e l’implementazione di un Piano di Innovazione Family Friendly nelle PMI volto al miglioramento della produttività aziendale e della conciliazione vita-lavoro.
Il Piano, della durata di 18 mesi, dovrà essere redatto sulla base dell’analisi dei fabbisogni di conciliazione vita-lavoro e di benessere organizzativo rilevati fra le lavoratrici e i lavoratori dell’impresa e potrà prevedere l’implementazione:

  • di misure di flessibilità oraria e/o organizzativa;
  • di attività propedeutiche all’introduzione delle misure di flessibilità  

Ogni proposta progettuale non potrà superare l’importo complessivo di € 100.000,00. 

Il contributo regionale, aiuto de minimis, finanzia fino all’80% della spesa per la redazione e l’implementazione del Piano di Innovazione Family friendly e fino al 100% della spesa per la formazione, propedeutica alla realizzazione del Piano.

Bando per lo Smart Working: Chi finanzia?

Tutte le PMI (ovvero imprese che occupano meno di 250 ULA, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR.) con sede legale e operativa in Puglia e che rispettino alcuni requisiti di ammissibilità.

Bando per lo Smart Working: Procedure e criteri di valutazione

L’istruttoria delle candidature è effettuata con procedura “a sportello” secondo l’ordine cronologico di invio delle domande e fino alla concorrenza delle risorse disponibili.

Bando per lo Smart Working: Come ti aiutiamo?

Ti offriamo:

  • Servizi di consulenza per la redazione del Piano di comunicazione (Servizi Marketing interni)
  • Attrezzature (telefoni Wildix)
  • Software e soluzioni ICT escluse le modalità SaaS
  • Formazione

Richiedi informazioni

Contattaci per saperne di più o per una consulenza gratuita!

 

Attività di Consulenza

Comunicazione non verbale: 10 cose da fare in una trattativa commerciale

Comunicazione non verbale

Quanto conta la comunicazione non verbale in una trattativa commerciale? E cosa NON deve fare il consulente di fronte al cliente per evitare di metterlo a disagio?

I ragazzi che frequentano la Sabanet Academy – On Boarding Program, oltre ad essere formati sui progetti aziendali e sul prodotto di punta di Sabanet, EasyPlan WEB, durante il loro percorso formativo incontrano persino lo psicologo – Dott. Cosimo Fraccascia – che insegna loro le tecniche migliori di comunicazione non verbale per approcciare il cliente.

Comunicazione non verbale: cos’è?

Si definisce Comunicazione Non Verbale quella parte dell’interazione che non è costituita dal contenuto del discorso e dal senso delle parole, ma che invece è caratterizzata da gesti, posture, microespressioni facciali, orientamento del corpo, tono e ritmo della voce, sguardo.

E proprio perché questi elementi sono importanti per determinare l’andamento di qualunque rapporto umano – personale o professionale che sia – è opportuno (soprattutto sul lavoro) imparare a controllarli, percepirli, conoscerli. L’esercitazione è utile, perché consente di capire immediatamente il feedback del nostro interlocutore, oltre ad aiutarci a chiudere positivamente un contratto e una trattativa.

Partiamo subito da due concetti chiave, introdotti dal dott. Fraccascia: atteggiamento up (consulente  regista) e atteggiamento down (consulente attore).

Bisogna comprendere come e in che momento utilizzare entrambi. Bisogna imparare, poi, ad ascoltare, perché solo ascoltando riusciamo a cogliere gli obiettivi del cliente, i suoi punti di forza e i punti deboli, le sue necessità. Non occorre lanciargli addosso, come un boomerang, tutte le informazioni e i tecnicismi che ci passano per la testa; agevoleremmo soltanto la sua chiusura nei nostri confronti.

Comunicazione non verbale: 10 cose che un consulente DEVE o NON fare in una trattativa commerciale

1) Accogli il cliente con un sorriso

Il sorriso è accogliente, contagioso e fa sentire il cliente a proprio agio. Al rogo i musoni, specie durante un incontro di lavoro!

2) Modula la voce

Quando esponi il tuo progetto, ricordati di modulare la voce, fai le pause giuste per evitare che la chiacchierata sia percepita come una cantilena. Se il cliente fosse provvisto di telecomando non avrebbe dubbi: abbasserebbe subito il volume!

3) Guarda il cliente negli occhi

Occhi negli occhi! Lo sguardo è sinonimo di attenzione e carattere. Rivolgerlo altrove, come se qualche uccel di bosco ti stesse distraendo svolazzando qua e là nell’ufficio dove sei chiuso, comunicherebbe disattenzione.

4) Stringi la mano correttamente

La stretta di mano è indicativa della personalità: non deve essere né troppo cascante, né eccessivamente decisa (in sostanza, non strizzarla come se stessi strizzando il panno per lavare a terra).

5) Non accavallare le braccia e le gambe

L’accavallamento è segno di chiusura totale, a meno che tu non sia Sharon Stone.

6) Gesticola con moderazione

Gesticolare durante una contrattazione non è un aspetto del tutto negativo, è bene sapere tuttavia che indica “scarico di tensione”.

7) Non toccarti il naso

Se ti tocchi il naso mentre parli significa che stai rifiutando inconsciamente quello che affermi (a patto che, in quel momento, una zanzara o una mosca non stiano abusando delle tue narici).

8) Osserva attentamente le labbra del cliente

Se il cliente, durante la contrattazione, muove le labbra è un segno di apertura.

9) Osserva attentamente il naso del cliente

Se il cliente, durante la contrattazione, si tocca il naso e contemporaneamente le labbra varrebbe la pena soffermarsi e chiedergli se ha delle perplessità.

10) Non farti guidare dal cliente

Cerca di essere tu il regista e, solo se lo ritieni opportuno e utile per mettere a segno un punto positivo, diventa attore (atteggiamento up e down di cui sopra). Vedrai che film viene fuori!

Comunicazione non  verbale: I consulenti di Eurisko

I nostri consulenti di Eurisko sono gli esperti della comunicazione, sia verbale che non, grazie alla loro continua formazione e alla passione e diligenza con cui svolgono il loro lavoro.

Restiamo in contatto

Abbiamo dimenticato qualcosa? Quali altri elementi della comunicazione non verbale potrebbero essere aggiunti?

Scrivicelo nei commenti oppure sui nostri canali social: LinkedIn, Facebook, Instagram, YouTube

Come diventare consulente aziendale? 3 cose che devi sapere!

Come diventare consulente aziendale?

Abbiamo detto più volte che Sabanet è un’azienda che da oltre 20 anni si occupa di consulenza applicativa, gestionale e direzionale. Continua a leggere

Elevarsi con il Project Management

Project management

“Il project management è l’applicazione di conoscenze, capacità professionali e personali, metodi, tecniche e strumenti alle attività di un progetto, al fine di soddisfarne i requisiti.” 

– Project Management Institute, PMBOK – IV Edizione (2008)

Attività di Consulenza

Che significa affidarsi per la gestione di un progetto?

Vuol dire ridurre i rischi connessi alle attività, per costi e tempi, grazie ad una corretta pianificazione delle risorse aziendali.

Gli obiettivi del progetto saranno raggiunti:

  • entro i tempi previsti;
  • nell’ambito dei costi preventivati;
  • con il livello di prestazioni e/o di tecnologia desiderati;
  • utilizzando le risorse assegnate in maniera efficace ed efficiente;
  • con l’accettazione e la soddisfazione dei clienti.

L’intero lavoro del team garantisce performance più alte, grazie alle competenze e alle esperienze accumulate nel tempo.

Sabanet e il project management

I project managers di Eurisko, azienda del Network, gestiscono i progetti in tutte le loro fasi, partendo dallo start-up, perseguendo la realizzazione degli obiettivi grazie alle loro attitudini, conoscenze, competenze e strumenti, rispettando i vincoli stabiliti dal contratto e dal cliente.

Il tipo di consulenza offerta, varia dalla direzionale all’applicativa, ascoltando le esigenze del cliente, e costruendo la formazione “su misura”.

Contattaci

Scrivici a [email protected] o tramite il nostro form contatti per avere maggiori informazioni sul tipo di consulenza che offriamo.