Internet of Things: l’evoluzione nell’IoB, Internet of Behavior

Da quando nel 1995 la rete Internet è entrata a far parte delle nostre vite, l’IoT (Internet of Things) è stata la nostra guida nel mondo digitale. Basti pensare alle case automatizzate, alle macchine intelligenti, ai sensori dei telefoni e così via.

Ma in un contesto così dinamico, tecnologico e innovativo, è giusto parlare ancora di IoT?

La risposta è certamente affermativa, quello che muta è il punto di vista tanto che oggi non si parla tanto più di IoT ma di IoB: Internet of Behavior.

Internet of Things verso l’Internet of Behavior

Internet of Behavior, l’Internet del comportamento, svolge un ruolo molto più importante dell’Internet delle cose, in quanto lo studio del comportamento umano ci permette di conoscere meglio le persone e portarle a compiere determinate azioni.

Come avviene tutto questo? Grazie alle informazioni raccolte dagli IoT che gli utenti utilizzano, ai cookies e alle impostazioni che accettano. Questi dati vengono successivamente inseriti in processi analitici automatizzati, così da poterli studiare e creare strategie, grazie a potenti algoritmi innovativi previsionali anche in grado di anticipare le tendenze future soddisfacendo il bisogno prima ancora che questi si presentino, o addirittura innescandoli.

Internet of Things: cosa ti consentono di fare i dati?

L’analisi dei dati, che rientra nel concetto di Data Analytics, persegue soprattutto 3 obiettivi:

  • visionare il percorso di acquisto dell’utente;
  • tracciarne i passaggi;
  • capirne le azioni svolte, affinché si possano avere tutte le preferenze e le informazioni sullo stile di vita del consumatore.

Quest’analisi è utile sia per poter migliorare il processo aziendale, che per attrarre l’utente facendogli compiere una determinata azione. L’IoB, invece, si focalizza più sulla psicologia comportamentale del consumatore, non si limita quindi all’acquisizione dei dati. In tal modo i dati sono analizzati e studiati ortogonalmente nell’ottica di garantire massima vicinanza e supporto al consumatore immerso nelle sue esperienze online.

Ovviamente, questo concetto può essere applicato esternamente, per analizzare e attrarre i consumatori, così come internamente per vedere quanto sono performanti i dipendenti. Tutto ciò porta a:

  • Costruire una completa user experience (UX)
  • Ottimizzare l’esperienza di ricerca (SXO – Search Experience Optimization)
  • Grandi opportunità nel commercializzare i prodotti e i servizi offerti sul mercato.

La IoB è una realtà che stiamo già vivendo, ma che sta prendendo una piega molto più rilevante. La prima volta ne parlò nel 2012 Gote Nyman, ex professore di psicologia, che credeva che gli aspetti comportamentali delle persone potessero portare ad analizzare le intenzioni delle stesse. Oggi, questo argomento è pane quotidiano per le aziende che tracciano le informazioni lasciate dagli utenti durante le loro navigazioni digitali.

Internet of Things: cosa dobbiamo aspettarci?

Dall’immagine sopra possiamo notare come l’IoT converta i dati in informazioni; l’IoB, dal canto suo, riuscirà a trasformare la conoscenza in saggezza? Intanto Gartner Inc., leader mondiale nella ricerca e consulenza aziendale, ha affermato che entro il 2023 le attività del 40% della popolazione verranno utilizzate digitalmente per influenzare il nostro comportamento, mentre entro il 2025 la percentuale arriverà al 50%.

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Lo sai cosa succede quando scambi documenti tramite Whatsapp?

Piattaforma di collaborazione aziendale: è preferibile a WhatsApp?

Diciamocelo chiaramente e senza troppi giri di parole: è capitato a tutti di scambiare documenti tramite WhatsApp. La motivazione più comune, quella che ci siamo raccontati, è: “WhatsApp è più semplice e veloce”.

C’è un tema, però, che semplice non è e stiamo parlando della sicurezza, argomento che merita certamente un’attenzione profonda. Già, perché con la sicurezza non si scherza, soprattutto se consideriamo il sondaggio di Federprivacy dal quale è emerso che, su un campione di 1000 professionisti e manager d’impresa italiani, la metà degli intervistati (52%) utilizza il proprio smartphone per fotografare documenti di lavoro riservati, scambiare informazioni, dati dei clienti.

Solo uno su quattro ha, inoltre, ammesso che ogni tanto sbaglia destinatario. L’aspetto che preoccupa maggiormente è che tra le informazioni scambiate rientrano password, dettagli di carte di credito, informazioni bancarie etc.

Insomma, ci sono fiumi di informazioni confidenziali che scorrono attraverso le app di micro chat. Continua a leggere

Semplicità e comunicazione unificata: 10 cose che le aziende devono fare per avere successo!

Nell’ultimo anno abbiamo affrontato una serie di sfide imprenditoriali. Alcune ci hanno messo di fronte ai nostri limiti, altre ci hanno permesso – contrariamente ad ogni pronostico – di crescere.

Abbiamo affrontato un nuovo modo di lavorare; pensiamo allo smart working, che nella maggior parte dei casi è stato telelavoro. Abbiamo dovuto rivedere e rivoluzionare la nostra organizzazione interna, sostenere – più di quanto avessimo fatto in passato – il team.

Eppure, al netto di questo ginepraio emotivo e operativo, abbiamo imparato una cosa: dobbiamo perseguire la strada della “semplicità” e della comunicazione unificata.

Ottimizzare la comunicazione interna dell’azienda porta benefici dannatamente utili soprattutto se mette al centro la sicurezza.

Proprio la sicurezza è uno dei temi (se non il primo) che abbiamo il dovere di affrontare quando si parla di lavoro a distanza e di lavoro in generale.

Per questo motivo, prima di scegliere la piattaforma di collaboration per la tua azienda, considera questo aspetto. Non sempre quelle più gettonate fanno della sicurezza il loro cavallo di battaglia. Wildix, invece, sì ed è uno dei motivi principali che ci hanno spinto a stringere una partnership con questa realtà, che aiuta le imprese a sviluppare il proprio business attraverso le piattaforme di Unified Communication e Collaboration, creando il primo centralino UC&C web-based e VoIP PBX, facile da usare e 100% sicuro. Continua a leggere

Sabanet entra nella coalizione della repubblica digitale del ministero dell’innovazione tecnologica

L’innovazione digitale passa dalla città dei due mari, precisamente dall’ex Masseria Quaranta dove ha sede Sabanet, la nostra azienda di sviluppo software, consulenza, system e business integration, che da oltre 20 anni è tra le imprese più attive sia in Puglia che nel territorio nazionale nel campo dell’innovazione tecnologica.

A ottobre 2019 abbiamo fondato, con il patrocinio del Comune di Taranto e la sponsorship Università italiane, la SabAcademy per formare figure relative alle nuove professioni digitali: Project Manager, Software Developer (come nell’attuale edizione 2020-2021).

Con questa iniziativa di riconversione, la nostra software house ha conquistato un posto importante nella coalizione di Repubblica Digitale del MITD, Ministero dell’innovazione tecnologica e transizione digitale, accanto a partner del calibro di Microsoft, Vodafone, IBM, Oracle, Google, solo per citarne alcuni. Continua a leggere

Google dice addio ai cookie di terze parti. Qual è il futuro del Marketing digitale?

La notizia non è recente, eppure la data in cui Google dirà definitivamente addio ai cookie di terze parti su Chrome è sempre più vicina.

 

Entro febbraio 2022 il colosso californiano – al pari di Firefox e Safari – preparerà il terreno ad un futuro digitale con i “cookie sbriciolati”.

Il tema è abbastanza caldo, le idee sul tavolo tante. Quello che è certo è che si tratta di una scelta che avrà ripercussioni sull’intero settore della pubblicità online.

Qualche giorno fa, in occasione di un webinar che ha riscosso grande interesse e che abbiamo organizzato in collaborazione con Pirola Pennuto Zei & Associati, abbiamo affrontato l’argomento del Digital Advertising senza cookie di terze parti, ipotizzando quale possa essere il futuro del digital marketing.

Prima di svelare quello che è emerso nella nostra chiacchierata, che puoi riascoltare sul nostro canale YouTube, è bene ripercorrere cosa sono i cookie e a cosa servono.

 

COOKIE PROPRIETARI E COOKIE DI TERZE PARTI

I cookie proprietari sono creati da un dominio o da un sito per migliorare l’esperienza dell’utente che ritorna su quello stesso sito. Il sito memorizza le informazioni che l’utente lascia (ad esempio, nome, indirizzo, numero di carta etc.) Questi cookie migliorano l’esperienza dell’utente che si trova di fronte contenuti customizzati.

I cookie di terze parti non sono creati dal dominio o dal sito web ma sono posizionati dagli advertiser con l’obiettivo di pubblicizzare prodotti o servizi in modo da retargettizzare l’utente con pubblicità customizzate, messaggi personalizzati, basati sul comportamento online degli utenti. Pensa a quegli annunci online che ti seguono ovunque navighi.

E I COOKIE DI GOOGLE ANALYTICS?

Google Analytics è un caso particolare di cookie tecnico che però va ugualmente considerato come cookie di terze parti. Ciononostante sembra che il Garante della Privacy permetta di utilizzare Google Analytics a patto di rendere anonima la comunicazione, ovvero oscurando l’indirizzo IP.

QUALE SCENARIO CI ASPETTA? LA PRIVACY SANDBOX DI GOOGLE CHROME

Le agenzie di marketing tramite i cookie di terze parti hanno costruito le loro campagne, colpito il loro target e misurato l’impatto del digital adversting. La Privacy Sandbox di Google Chrome consentirà di sopperire all’esigenza primaria degli advertiser – poter tracciare l’attività degli utenti su diversi siti web – senza utilizzare dati personali o, comunque, limitandone al minimo l’utilizzo e, per di più, conservando e analizzando i dati direttamente sul browser.

LE API DELLA PRIVACY SENDBOX

La Sendbox è composta da diverse API (Application Programming Interfaces).

  • Trust API: sostituisce i CAPTCHA e consente di creare un “trust token” anonimo per dimostrare anche in futuro e su siti diversi che la connessione proviene da un essere umano;
  • Privacy Budget API: limiterà la quantità di dati ottenibili dai siti web assegnando un “budget” a ciascuno;
  • Conversion Measurement API: consentirà all’advertiser di sapere se l’utente ha effettivamente acquistato il prodotto promozionato/è “atterrato” sulla pagina promossa. Una delle due proposte di measure conversion API prevede l’utilizzo esclusivamente di dati aggregati (sia in termini di utenti che di siti web);
  • Federated Learning of Cohorts (FLoC): consentirà di studiare le abitudini di navigazione – partendo anche dalla cronologia – di gruppi omogenei di individui, sfruttando tecniche di machine learning. Come per gli altri API, i dati relativi e.g. alla cronologia “lasceranno” il device solo in forma anonima;
  • TURTLEDOVE: consiste nell’effettuazione di un’”asta” per mostrare all’utente l’annuncio più pertinente sfruttando informazioni in merito agli inserzionisti verso cui l’utente aveva precedentemente espresso interesse, nonché relative alla pagina web attualmente visualizzata.

IN SINTESI

Il fatto che l’argomento non sia ancora arrivato sui principali tavoli dei responsabili del marketing la dice lunga sulla strada che dobbiamo ancora fare. Di sicuro, le agenzie dovranno cambiare l’approccio nei confronti del dato.

Per quanto tutte le campagne di marketing siano data centriche (e per quanto, spesso e volentieri si abbia la sensazione di essere in un far west di dati che le aziende non sanno gestire), dovrà cambiare necessariamente la proposizione.

Raccogliere dati in maniera massiva e grossolana, ha un impatto negativo sugli utenti perché quando il dato viene gestito male non solo vengono proposti prodotti che non sono in linea con le loro abitudini di consumo, ma penalizzano le scelte di mercato.

Chrome ha deciso così di creare un ambiente sicuro, di creare in sostanza dei contesti verosimilmente anonimi che permetteranno comunque di prendere decisioni strategiche per il marketing. Le aziende che, tuttavia, riusciranno a distinguersi saranno quelle che raccoglieranno dati di prima parte in maniera organica.

PARLIAMO DI SICUREZZA DEI BROWSER: QUAL È IL PIÙ SICURO?

A questo punto, parlando di dati, di privacy e di sicurezza, è necessaria una breve panoramica sui browser più sicuri.

Google Chrome – udite udite – è il browser più criticato malgrado possieda il 64% delle quote di mercato.

Per quanto tutti i browser abbiano qualche setup per l’impostazione dei cookie, Chrome è quello meno orientato alla privacy.

Tra i più consigliati rientrano Firefox, che soprattutto nell’ultima release sta ponendo grande attenzione alla gestione dei cookie per evitare interferenze e tutelare l’utilizzatore in termini di semplicità della user experience.

Brave è il browser che è stato rilasciato 1 anno fa, non è ancora noto ma si sta dimostrando un valido candidato per diventare privacy oriented.

Infine, sfatiamo un mito sulla cosiddetta “modalità in incognito”.

La modalità in incognito riporta all’idea di tutela della privacy. Nulla di più sbagliato! Questa modalità evita che la cronologia di navigazione venga memorizzata nel browser ma non impedisce che il sito di destinazione possa non rilasciare cookie nel nostro computer. Tutto quello che puoi fare per proteggere i tuoi dati è andare sulle impostazioni del browser e indicare quali informazioni vuoi rilasciare e quali no.

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Agevolazioni Legge di Bilancio 2021: 5 cose da sapere

Agevolazioni Legge di Bilancio 2021: quali sono gli incentivi per le imprese?

Abbiamo risposto a questa domanda circa un mese fa, nel corso del webinar “Transizione 4.0” durante il quale abbiamo ospitato la voce autorevole di Marco Belardi, Consulente Direzione delle Politiche Industriali presso il Ministero dello Sviluppo Economico e presidente della commissione tecnica UNI CT 519 “Tecnologie Abilitanti per Industry 4.0”.

 

Legge di Bilancio 2021, tutto quello che devi sapere

In questo articolo vogliamo, invece, focalizzarci sul percorso che un imprenditore deve fare per accedere agli sgravi fiscali, cosa gli occorre e in che modo Sabanet – che lavora da oltre 20 anni nel settore delle alte tecnologie – può accompagnare le PMI in questo viaggio verso la trasformazione digitale.

Andiamo con ordine!

Qual è la prima domanda che l’imprenditore dovrebbe porsi quando affronta il tema “Industria 4.0”?

L’imprenditore che vuole comprendere il piano “Industria 4.0” previsto dalla legge di bilancio 2021 deve intanto chiedersi se voglia realmente digitalizzare i processi aziendali.

Prima di rispondere, è doverosa una precisazione: per Industria 4.0 si intende interconnessione e integrazione dei sistemi. Per evitare di perdersi negli allegati della legge di bilancio 2021, dal punto di vista del software – che è il nostro tema principale, essendo la nostra una software house, per l’appunto – daremo alle PMI un supporto dannatamente utile nell’interpretazione della legge di bilancio 2021.

Chiediti: “Il mio investimento nel software serve per interconnettere qualcosa all’interno della filiera produttiva? Come posso migliorare i miei processi?

La risposta è: puntare sull’automazione, sulla riorganizzazione dei processi, sulla gestione delle informazioni e su strumenti a supporto delle decisioni.

Se gestisci un’azienda o ne fai semplicemente parte, sai perfettamente che hai a disposizione dati che provengono da vari sistemi e che rappresentano varie aree di produzione (commerciale, amministrativa, area di produzione beni, erogazione servizi etc.)

Questi dati devono interagire fra di loro e affinché questo accada abbiamo bisogno di soluzioni, che nel nostro caso sono software che ci consentono di interconnettere sistemi.

 

 

Legge di bilancio 2021 e Industria 4.0 – Misure di iperammortamento, credito d’imposta sulla formazione, ricerca e sviluppo

Per quanto riguarda il software, la misura di Industria 4.0 ha incrementato la percentuale di iperammortamento fino al 20%, se ovviamente il software rientra nella categoria dei beni ammissibili.

Qual è la proposizione di Sabanet? Te lo spieghiamo subito. Se riusciamo a costruire insieme alla PMI un percorso lineare possiamo mixare 3 elementi (iperammortamento – credito d’imposta sulla formazione e ricerca e sviluppo), perché almeno 2 elementi sono cumulabili.

Facciamo un esempio: sono un imprenditore e ho l’esigenza di implementare un nuovo sistema interconnesso di gestione della mia impresa.

Per farlo, ho due strade: posso trovare un prodotto di mercato o creare qualcosa ex-novo, che è esattamente l’investimento che noi stiamo facendo in Sabanet con l’implementazione del nuovo CRM.

Cosa possiamo finanziare? Oltre l’acquisto del software, possiamo finanziare anche l’implementazione del sistema: questo significa che paghiamo persone interne e capitalizziamo queste spese. Su queste spese abbiamo diritto ad una percentuale che è pari al 20% di investimento complessivo a titolo di credito imposta.

In sostanza, se noi sviluppiamo un software che abbia caratteristiche di interconnessione possiamo beneficiare dell’iperammortamento, il cui uso può essere fatto in 3 anni e possiamo sfruttare anche il credito d’imposta su ricerca e sviluppo.

In più, come tutti i progetti di implementazione, possiamo beneficiare del credito d’imposta sulla formazione.

Che c’entra la formazione? Il credito d’imposta sulla formazione

Una volta implementato un sistema, per farlo funzionare – considerate le tante entità aziendali coinvolte (dato che in questo caso parliamo di un software ERP e non di un semplice software gestionale) – necessita di attività formativa.

Il credito d’imposta sulla formazione finanzia per il 50% i docenti e per il 50% le persone a cui la formazione è rivolta. Pertanto, l’azienda può beneficiare di uno strumento che può finanziare fino al 100% l’intervento formativo, perché viene riconosciuto sia il costo del personale in servizio, che quello del personale della PMI.

Legge di Bilancio e Industria 4.0 – 5 cose che una PMI deve sapere 

Assodato che desideri digitalizzare l’azienda con un software che sia “sartoriale” e cucito sulle tue esigenza, cosa possono fare i consulenti Sabanet per fornirti un supporto concreto al progetto di sviluppo?

  1. ANALISI FABBISOGNI – Quello che inizialmente facciamo, è analizzare i fabbisogni. Tu non acquisti un software perché è il migliore; già, perché se il software non viene costruito sulle esigenze dell’azienda, rappresenta solo un ostacolo. Quindi, attraverso un’attività di assessment, affianchiamo l’imprenditore raccontandogli anche come soluzioni similari alla sua abbiano funzionato in altri contesti.
  2. ANALISI CAPACITÀ ORGANIZZATIVA – Assicurati di avere una forte capacità organizzativa e di sapere dove stai andando. Digitalizzare i processi aziendali non è uno scherzo e il top management deve assolutamente essere consapevole di dove vuole arrivare.
  3. SOFTWARE SELECTION – Abbiamo finito? Niente affatto. Dopo il punto 1 e il punto 2, il punto 3 è relativo alla Software selection che l’azienda che affianca la PMI fa per analizzare i mercati. Non a caso, in Sabanet offriamo anche questo servizio attraverso la rete di aziende con le quali collaboriamo. Quindi, per intenderci, non è tanto vendere un servizio ma è come lo vendiamo, fornendo alla PMI servizi di System Integration e comprendendo e costruendo la soluzione migliore.
  4. RI-DEFINIZIONE VISION – Ridefinisci la visione che significa ridimensionare l’investimento rispetto all’obiettivo. Lo scopo che i nostri consulenti vogliono raggiungere è dosare l’investimento in relazione ai fabbisogni dell’imprenditore.
  5. MONITORAGGIO – Quando metti su un sistema, hai bisogno di un adeguamento funzionale; la prima versione sarà oggetto sempre di forme evolutive. Questo significa cogliere gli elementi da riorganizzare all’interno di un processo che è continuo e non finisce mai perché l’azienda evolve insieme ai processi.

 

Se hai bisogno di farci domande puoi contattarci sulla pagina LinkedIn di Sabanet oppure, se preferisci, compilando il form contatti sul nostro sito.

 

 

 

Reingegnerizzare i processi con la Business Intelligence: la sfida della Rino Petino srl

Con Rino Petino srl – azienda monomandataria per Puglia e Basilicata del colosso dello sport, Adidas. – abbiamo messo su un progetto ambizioso di Business Intelligence e con Account Office – azienda del network della Rino Petino srl – ci siamo occupati della “ristrutturazione” di alcuni processi aziendali amministrativi.

Ne abbiamo parlato con Rossana De Leo, temporary manager del progetto amministrativo per conto del Sabanetwork.

“Si utilizzava un vecchio software per la contabilità – racconta Rossana – che è stato sostituito con Ad Hoc Revolution di Zucchetti (di cui Sabanet è partner n.d.r.). Questa scelta ci permette anche di fare reportistica e analisi”.

Com’è nato il progetto di Business Intelligence?

“La Rino Petino srl è una realtà che è sempre stata proiettata all’innovazione; l’esigenza di ricorrere alla Business Intelligence nasce per dare la possibilità a tutte le nostre risorse di gestire meglio i dati attraverso dashboard giornaliere. Tanto che Francesco Petino vorrebbe persino investire su una figura che si occupi della customizzazione delle dashboard. Si mira, in sostanza, ad avere una gestione integrata tra il commerciale e l’operativo, a fare previsioni e a sfruttare la mole di informazioni che generiamo in maniera strategica”.

Nell’arco di 6 mesi, conferma Rossana, il modo di lavorare del team è cambiato ed è cambiato l’approccio alla contabilità.

“La partnership con Sabanet, gli strumenti e la consulenza che ci ha messo a disposizione la vostra azienda, ci ha messo nelle condizioni di prendere decisioni strategiche e supportare, attraverso dati certi e aggiornati, le scelte di investimento. È un progetto che ci sta a cuore e quando uso il termine “partnership” non lo faccio casualmente.

Abbiamo sempre considerato l’approccio dei nostri consulenti un valore aggiunto per le aziende. È stato così per voi?

“Goffredo Spada e Gianluca Marotta sono stati e sono più che semplici consulenti, perché con loro abbiamo sempre condiviso un obiettivo comune e mai abbiamo avuto la sensazione che noi fossimo il cliente e loro i fornitori del servizio.

Mi rendo conto che non sia stato facile all’inizio – chiosa Rossana – perché il nostro è un network di aziende e in quanto tale ciascuna realtà aderente ha le sue peculiarità contabili e le sue problematiche da risolvere. Malgrado queste sfide, Goffredo e Gianluca hanno avuto pazienza, ci hanno seguito e non possiamo che ringraziarli”.

Grazie a te Rossana, alla prossima!

Software gestionali per aziende – 5 cose da sapere prima di scegliere un ERP

Prima di scegliere tra i software gestionali per aziende quello che è più giusto per la tua impresa, ti sei mai chiesto quali sono le caratteristiche da tenere a mente? Se la risposta è no, ti suggeriamo di fare più attenzione e arrivare alla fine di questo pezzo, perché un software gestionale ERP può cambiare in maniera significativa il ciclo di vita della tua PMI.

Pensi che stiamo esagerando? Niente affatto!

Quello che stiamo cercando di dirti è che – in oltre 20 anni di attività – abbiamo dimostrato ai nostri clienti e ai nostri partner che un ottimo software ERP permette all’azienda di migliorare e ottimizzare visibilmente il suo business.

software gestionali aziende

INDICE DEGLI ARGOMENTI

Perché ti serve un software gestionale per gestire la tua azienda?

Che risultati otterrai con un software ERP? 5 cose da sapere

Come scegliere il partner ideale?

Lascia che ti raccontiamo una storia.

Quando abbiamo iniziato a lavorare su EasyPlan Web – prodotto di punta di Sabanet, che opera nel settore delle alte tecnologie dagli anni duemila – l’idea di avere un software gestionale ERP per gestire le informazioni aziendali non era ancora stata sdoganata. E mai avremmo immaginato che, da lì a poco, sarebbe diventato tra i software gestionali per aziende più usati in Italia specie nel settore della vigilanza e del portierato.

La questione, però, è un’altra!

All’inizio EasyPlan Web era un applicativo per la programmazione e la pianificazione dei turni. Con il tempo ci siamo resi conto, tuttavia, che alle aziende in realtà occorreva un sistema per gestire il lavoro e che l’organizzazione dei turni rappresentava solo una piccola parte del processo.

software erp gestionaliA un certo punto, la svolta!
EasyPlan diventa una soluzione SAAS e oggi risponde perfettamente alla domanda: perché alla tua impresa serve un software gestionale?

Che risultati otterrai per la tua azienda con un software gestionale ERP? 5 cose che devi sapere.

  1. Eviterai la dispersione di informazioni, perché quando la mole di dati inizia ad essere importante, la soluzione non è utilizzare quanti più strumenti possibili per gestirli, ma dotarsi di un’unica piattaforma sostitutiva della maggior parte di essi. Ricorda: più strumenti utilizzi, peraltro scollegati tra loro, maggiore sarà la lentezza con cui le informazioni viaggeranno e minore il loro valore.
  2. Se ti doti di un ERP e lo integri con altri software, ad esempio software per la gestione delle paghe o la gestione della contabilità, sblocchi il canale informativo, che altrimenti sarebbe ostruito.
  3. Il dato gestito è un dato certo perché inserito nella piattaforma in base a delle procedure che vengono configurate nella piattaforma stessa.
  4. Quando decidi di utilizzare un software gestionale ERP per la tua impresa decidi chi deve fare cosa, perché il lavoro del collega sblocca l’attività dell’altro come in una catena in cui tutto il lavoro deve essere svolto nei tempi congrui al ciclo di produzione e di gestione del dato.
  5. Avrai l’occasione di rivedere e ottimizzare la tua organizzazione e le procedure aziendali.

software gestionali più usati in ItaliaLa domanda ora è: come faccio a scegliere il partner ideale?

Cerca un partner che sia affidabile e che lavori nel settore da tempo. Mettere su un ERP non è un’attività banale. Non si tratta di un semplice software gestionale; decidere di utilizzare un ERP significa volere fortemente ristrutturare l’azienda e dare la possibilità alle persone che ne fanno parte di performare meglio.

Un altro consiglio è di cercare un partner in cui la distanza tra chi produce l’ERP e chi lo utilizza (quindi la PMI) sia ridotta il più possibile.

Questo limite, che classicamente persiste, noi lo abbiamo annullato con il lavoro certosino dei nostri consulenti, che da 20 anni seguono aziende di tutta Italia. Si tratta di un valore aggiunto perché, a dispetto dell’idea comune che una software house sia popolata solo da smanettoni, la nostra aderisce ad un network dando la possibilità a chi si rivolge a noi di avere soluzioni diversificate e un unico riferimento.

La nostra organizzazione (che abbiamo ristrutturato a nostra volta dotandoci dell’ERP EasyPlan Web) ci consente di avere con il cliente un filo diretto e tempi di rilascio del servizio più veloci.

Se vuoi approfondire la nostra conoscenza o anche semplicemente farci delle domande, ci sono due strade. Seguirci sui nostri canali social  – LinkedIn, Facebook, Instagram – oppure compilare il form di questa pagina.

 

Ti raccontiamo una storia!

In Sabanet stiamo per chiudere l’anno e il momento dei bilanci sarebbe obbligatorio. Come si fa il bilancio di un anno come questo? Forse, anziché tirare le somme e proiettarci con la testa all’1 gennaio 2021, sarebbe meglio fermarsi.

Fare, cioè, quello che da marzo non abbiamo fatto: rallentare e riflettere profondamente.  Abbiamo corso, fino allo sfinimento. E, si sa, dopo una maratona (quella del 2020 è stata nettamente provante) bisogna riprendere fiato. 

Tuttavia, al netto di quanto abbiamo vissuto, non abbiamo smarrito la voglia di fare e i tiri che abbiamo messo a segno sono stati tanti.

Ecco perché vogliamo raccontarti una storia fatta di paure (come è fisiologico che sia) ma anche di successi!

Per il 2021 non chiediamo molto… solo la LUNA!

L’anno di Sabanet e del network 

Non avremmo mai immaginato che una pandemia globale avrebbe generato nuove opportunità. Abbiamo raggiunto traguardi inimmaginabili, abbiamo imparato (o dovuto imparare, espressione più corretta) un nuovo modo di lavorare: lo smart working ci ha colto di sorpresa, ma ce la siamo cavata! 

Troviamo davvero significative le partnership avviate con alcuni dei più grandi brand nel settore IT: Zucchetti, Wildix, Visokio, azienda inglese con cui stiamo collaborando per quanto riguarda il tema della Business Intelligence, che sarà sempre più centrale nelle strategie imprenditoriali. I nostri consulenti Eurisko – azienda del network che si occupa, per l’appunto di Consulenza direzionale, applicativa e B.I. – ne sanno qualcosa.

Abbiamo dato il benvenuto a Wikom, il nostro system integrator, specializzato nei sistemi di centralizzazione. Wikom ci permetterà di allargare gli orizzonti con un progetto davvero rivoluzionario, che lanceremo ufficialmente in Fiera Sicurezza 2021 (dove speriamo di poterci riabbracciare).

Se c’è una cosa che abbiamo imparato in questo 2020 è che la formazione non deve fermarsi. Vogliamo davvero essere il punto di riferimento nel settore delle alte tecnologie qui, al Sud (ma non solo), e non è un caso che la nostra sia stata tra le prime aziende pugliesi ad aver attivato dottorati executive per i dipendenti.

E malgrado molte aziende abbiano (comprensibilmente) congelato gli investimenti da marzo in poi, noi abbiamo voluto rilanciare la posta in gioco con quel pizzico di (sana) follia che ci contraddistingue investendo sulle persone: il più importante asset imprenditoriale, per quanto ci riguarda. Così, ha preso vita la SabAcademy, presentata in pompa magna alla stampa, alla quale abbiamo aperto per la prima volta le porte della nostra masseria, con il sostegno del Comune di Taranto. Lo scopo era e continua ad essere formare giovani talenti e integrarli in organico. 

Tutto qui? Niente affatto!

Alzi la mano chi ha fatto incetta di webinar durante il lockdown.

I webinar sono diventati parte integrante del nostro lavoro e ci hanno permesso di creare connessioni profonde. Attraverso questi appuntamenti virtuali, abbiamo fatto dialogare competenze diverse, abbiamo messo sul tavolo punti di vista nuovi, guardato alle cose con uno spirito rinnovato. 

Questo ci ha permesso di avviare collaborazioni; quella, ad esempio, con Pirola Pennuto Zei & Associati con cui abbiamo stilato un vero e proprio calendario di webinar gratuiti (l’ultimo si terrà il 21 gennaio con Openapkin e puoi già iscriverti). 

E ci ha anche permesso di ospitare personaggi del calibro di Marco Belardi, Consulente Direzione delle Politiche Industriali presso il Ministero dello Sviluppo Economico, come è accaduto nell’ultimo webinar su “Transizione 4.0” (eravamo quasi 200 persone), grazie al quale siamo finiti persino sul Sole24Ore.

Infine, abbiamo mosso i primi passi nel settore della sanità e abbiamo fatto la nostra parte durante l’emergenza Covid con quello che sappiamo fare meglio: sfruttare la tecnologia per migliorare i processi aziendali e il lavoro delle persone. Come suggerisce la nostra Value Proposition, abbiamo lavorato per creare soluzioni! 

Nel particolare, abbiamo regalato il Portale Famiglia a tutte quelle strutture sanitarie che si sono trovate in difficoltà nella gestione dei pazienti. 

(Siamo quasi alla fine!)

Sai qual è la cosa fantastica?

Tutto questo ha coinciso con la nostra crescita personale prima ancora che professionale.

Come andrà il 2021?

Non lo sappiamo ma una cosa è certa, come dichiara il CEO di Sabanet, Gianfranco Zizzo.

“Non smetteremo di agire e di fare le cose che ci auguriamo. I sogni da soli servono a poco. Continueremo ad aggiustare la rotta mantenendo, tuttavia, il timone ben saldo tra le mani, consapevoli di dove stiamo andando”.

D’altronde, come dice il nostro direttore commerciale, Armando Reale:   

“Il 2020 è stato una palestra per il futuro, abbiamo cambiato il modo di vivere e di fare impresa. E, nonostante le difficoltà, abbiamo ottenuto ottimi risultati commerciali”.  C’è un’altra cosa che abbiamo imparato e ne è convinto il nostro CTO Dino De Benedictis:

“Dobbiamo continuare ad investire nella tecnologia, informatizzare e reingegnerizzare per ottimizzare perfomance e redditività”.

Ma soprattutto, ed è la chiosa ideale di questo 2020, c’è una cosa che non dobbiamo dimenticare come afferma Valeria Marci, responsabile azienda e dei consulenti. 

“Non dobbiamo dimenticare chi siamo, le persone che animano il gruppo, ciascuno con la sua storia, la sua forza e la grinta di andare avanti. Il 2020 ci ha tenuti fisicamente lontani; l’augurio è di ritornare ad assembrarci nelle pause, nelle riunioni, nelle trasferte, nella vita di tutti i giorni”.

Buona fortuna, buon 2021!

Gestione Pazienti Covid: Sabanet regala l’innovativo Portale Famiglia!

Gestione dei Pazienti ai tempi del Covid. Non c’è alcun dubbio che le strutture sanitarie stiano affrontando una sfida significativa, anzi due.

La prima è sul piano fisico (se vogliamo, offline) e riguarda certamente la gestione dei pazienti, dei familiari dei pazienti, dell’organizzazione interna con tutto il bagaglio di difficoltà che sono tante e imprevedibili.

La seconda sfida interessa, invece, il piano digitale. Effetto collaterale di una pandemia che ci costringe alle distanze e all’implementazione di dispositivi che consentano di rendere più efficaci le procedure. Si tratta di una partita dall’esito incerto, se vogliamo, perché la maggior parte delle realtà sanitarie non è ancora strutturata in questo senso.

Proprio in virtù dei vantaggi in termini di efficienza, di sostenibilità e di qualità della prestazione che l’e-Health è in grado di assicurare, Sabanet ha deciso di scendere in campo e lanciare un segnale forte.

Vogliamo fare la nostra parte, se non altro perché la mission aziendale è sempre stata quella di fornire soluzioni; ce l’abbiamo nel DNA e da oltre 20 anni vantiamo competenze nel settore delle alte tecnologie.

Veniamo al dunque!

Alle strutture sanitarie – Ospedali, RSA, Cooperative Sociali, Cliniche e Case di Riposo – che si registreranno al nostro form entro e non oltre il 20 dicembre 2020, doneremo l’innovativo Portale Famiglia, gratis fino al termine dell’emergenza Covid-19.

Cosa è il Portale Famiglia?

Portale Famiglia è il primo servizio che mette al centro il paziente e lo connette con la famiglia favorendo lo scambio di informazioni tra la famiglia, la struttura e l’ospite.

Sabanet ha studiato una soluzione tecnologica innovativa in grado di connettere il paziente al familiare dando alle strutture sanitarie l’opportunità di offrire un servizio incredibilmente utile.

Attraverso questo servizio, il familiare viene messo a conoscenza delle informazioni che la struttura avrà deciso di condividere. Questo processo consentirà:

 

→ FLUSSI DI LAVORO PIÙ CONTROLLATI

→ PAZIENTI PIÙ MONITORATI

→ FAMILIARI PIÙ INFORMATI

 

Portale Famiglia è una novità assoluta e ti consente di:

  • Abbattere i vincoli dovuti alla normativa Covid grazie alla Televisita e al Teleconsulto.
  • Razionalizzare le risorse in struttura.
  • Migliorare l’organizzazione delle visite e del lavoro.
  • Ottimizzare la gestione dei flussi documentali da e verso il paziente (o il familiare).

Cosa comprende Portale Famiglia?

BACHECA NEWS

Un’area in cui la struttura potrà condividere con i caregivers news e informazioni varie.

VIDEOCHIAMATE E CHAT

Una funzionalità per videochiamate tra parente e paziente o per la programmazione di teleconsulti.

PRENOTAZIONE

L’utente del sistema può gestire la prenotazione per videochiamate e/o per visite presso la struttura.